Alimentarsi non vuol dire assumere cibo in modo indiscriminato: l’alimentazione è storia, cultura, convivialità, piacere, tradizione. Nella cultura mediterranea non c'è alimento che meglio dell'Olio Extra Vergine di Oliva dimostri questi legami.
Riscoprire questo prezioso nutrimento, riconoscerne i meriti e gli apporti insostituibili alla nutrizione dell'uomo è anche un modo per rendere omaggio ad un indiscutibile protagonista della civiltà mediterranea.
Uno dei principali autori della rivalutazione dell’olio d’oliva è il prof. A. Keys che, negli anni '50 diede vita al Seven Countries Study, uno studio comparativo dei regimi alimentari di 14 campioni di soggetti di età compresa tra i 40 e i 59 anni per un totale di 12.000 casi, in sette Paesi di 3 continenti (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I dati raccolti nel corso degli studi e le successive conferme di altri ricercatori rivelano chiaramente che, tra le popolazioni del Bacino mediterraneo che si cibano in prevalenza di pasta, pesce, prodotti ortofrutticoli e utilizzano quasi esclusivamente olio di oliva come condimento, la percentuale di mortalità per cardiopatia ischemica è molto più bassa dei soggetti di paesi come la Finlandia o l'Olanda dove il regime alimentare quotidiano include molti grassi saturi (burro, strutto, latte, carne rossa...).
Oggi tutti i medici sono concordi nell’affermare che la dieta più corretta e salutare, nel senso etimologico del termine, cioè “vita” e quindi “stile di vita”, è quella Mediterranea (60% carboidrati, 30% grassi, 10% proteine).
Scarica "Le linee guida per una sana alimentazione italiana", a cura dell’INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.




















